Vezza d’Alba

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Colline a punta, profonde gole e pareti a picco, le celebri Rocche: è il panorama del Roero, alla sinistra del Tanaro. Qui sorge Vezza d’Alba, borgo millenario che ha attraversato per intero il periodo feudale, come testimoniano i resti del castello, abitato dalla famiglia dei Roero fino al Seicento. Oggi Vezza d’Alba offre la delicata bellezza barocca della Chiesa di San Bernardino e altri due edifici religiosi d’interesse: la Parrocchiale di San Martino e il Santuario della Madonna dei Boschi, fra la Valle Sanche e la Valle Maggiore. Nel Museo Naturalistico del Roero, infine, sono allestite ricostruzioni degli ambienti naturali tipici del territorio.

Tema della tappa: “Tartufi, cibi e sapori”
Langhe e Roero sono celebri nel mondo per il prezioso “frutto” della loro terra: il tartufo, ormai entrato nell’immaginario collettivo anche grazie a personaggi come Gioacchino Rossini (per lui era “il Mozart dei funghi”), Alfred Hitchcock (attratto dal mistero che circonda i tartufi, tanto da volerne girare un film) e Marilyn Monroe (scrisse a Giacomo Morra, il “re dei tartufi”, di non aver «mai assaggiato niente di più gustoso ed eccitante»).

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Informazioni utili

Area camper: /
Piazzola di sosta attrezzata: /
Piazzola di sosta non attrezzata: Piazza San Carlo, parcheggio adiacente alle scuole
Bottega del vino: /
Sentieri tracciati: 4 sentieri dell’Ecomuseo delle Rocche (www.ecomuseodellerocche.it)
Musei: Museo Naturalistico del Roero, Via Fissore 1, Comune di Vezza d’Alba (0173 65022)
Manifestazioni: inizio settembre, Fiera di Fine Estate; fine novembre, Fiera Regionale del Tartufo e dei Vini (Comune 0173 65022)


Proposta di itinerario per godersi la Strada Romantica a Vezza d’Alba
Colline a punta, profonde gole e pareti a picco, le celebri Rocche: è il panorama del Roero, alla sinistra del Tanaro. Qui sorge Vezza d’Alba, fra la Valle Sanche e la Valle Maggiore, borgo millenario che ha attraversato per intero il periodo feudale, che oggi ci sorprende con la sua delicata bellezza barocca.
INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO
Tipologia di itinerario: a piedi / in bici
Difficoltà: Media
Partenza e arrivo: Punto tappa della Strada Romantica
Km di percorrenza: circa 6.5 km
Tipologia di terreno: asfalto e sterrato

Il nostro percorso inizia con la più bella costruzione vezzose: la Chiesa di San Bernardino – A o Confraternita dei Battuti Bianchi. La chiesa è dedicata a San Bernardino ed è stata costruita tra il 1744 e il 1768, quasi certamente su disegni del conte Carlo Giacinto.
Notiamo prima lo snello campanile, terminato nel 1792, poi ci addentriamo nella Chiesa per ammirare le ragguardevoli tele che adornano le pareti. “Madonna col Bambino e i santi Bernardino da Siena e Carlo Borromeo” è un dipinto di Fea, realizzato nel 1636; “Santa Elisabetta d’Ungheria e Santa Chiara”e “San Vincenzo Ferrer in estasi e San Giovanni Battista” sono invece opere di Giovenale Dongiovanni risalenti alla seconda metà del ’700. Degni d’attenzione sono anche gli affreschi, in particolare la vasta composizione della cupola.
Oggi la Chiesa viene utilizzata per mostre temporanee, concerti di musica sacra e classica.Dalla piazza centrale di Vezza d’Alba possiamo raggiungere il punto tappa della Strada Romantica – B. Situato ad una quota di 352 m s.l.m., è posto in prossimità dell’antica Rocca del Castello e del Mastio, nucleo centrale attorno a cui si sviluppò il capoluogo, nonché centro delle attività umane e religiose.
Dalla tappa della Strada Romantica sarà possibile ammirare il Santuario della Madonna dei Boschi, fra la Valle Sanche e la Valle Maggiore. La chiesa, ad una navata in stile romanico,venne edificata nel XII secolo. Nel 1471 il vescovo di Asti ne concede il giuspatronato ai Roero, i quali, alcuni decenni più tardi, fanno costruire il convento annesso. Nel 1731 fu costruita la volta sulla navata e nel sottotetto venne confinato un prezioso affresco gotico del XV secolo, raffigurante l’Annunciazione. Nella cripta, dal 1608 alla fine dell‘800 vennero sepolti vari esponenti della famiglia dei Roero di Vezza e di Guarene. Attualmente non sono previste visite all’interno del Santuario se non su prenotazione al Comune o al custode.Tornando sui nostri passi, troviamo la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Martino – C. Fondata intorno al Mille come oratorio al formarsi della “villa”, venne ricostruita tra il 1665 e il 1671 e successivamente ampliata tra il 1850 e il 1853, con la costruzione delle due navate laterali e della sacristia.
All’interno possiamo notare la struttura ad unica navata, le sue otto cappelle laterali ed alcune tele dei fratelli Dufour. Volgendo lo sguardo alla volta della navata, ammiriamo quattro grandi affreschi, tre dedicati a S. Martino e il quarto al tema eucaristico, realizzati nel 1872 dal pittore torinese Paolo Emilio Morgari.
Il magnifico organo che troviamo all’interno fu costruito dalla ditta Bossi di Torino nel 1875. Alla stessa data si può ascrivere l’icona che orna la parete di fondo del coro, che raffigura S. Martino e S. Benedetto ai piedi dell’Assunta, alla quale è anche dedicata la chiesa.Nella frazione Borgonuovo troviamo la Chiesa di San Carlo – D, costruita nel 1622/1623 in adempimento di un voto fatto dalla Comunità. Nel 1723 l’edificio fu allungato, contestualmente all’arretramento della facciata. Tra il 1868 e il 1872 la chiesa venne ricostruita con pianta e croce.Esterna ai concentrici della Villa, di Borgonuovo e di Borbore, ci imbattiamo nella Chiesa di S. Martino di Socco – E. Ricostruita nel 1825 in forme semplici che si richiamano al barocco piemontese, presenta uno snello campanile, asimmetrico alla chiesa.Nella frazione Borbore, ai piedi della salita della “monta”, visitiamo la chiesa settecentesca dedicata al SS. Nome di Maria e a S. Pancrazio (Chiesa della Madonna d’Oropa e S. Pancrazio – F).Concludiamo la nostra passeggiata nella piazza di Vezza D’Alba, dove, affacciato sulle colline circostanti, è posto un elegante edificio, che attualmente ospita il Museo Naturalistico del Roero – G. Il museo, gestito da volontari, si pone come luogo di formazione per bambini ed adulti, e costituisce un centro di interesse turistico-naturalistico-culturale a disposizione della collettività.
I reperti collocati nelle vetrine del museo provengono dalla raccolta di esemplari, avvenuta a partire dagli anni Ottanta, ad opera degli alunni della Scuola Elementare locale. Alcuni insegnanti incentivarono i bambini ad osservare, studiare e conservare gli elementi più significativi del mondo circostante, al fine di garantire un approccio più efficace allo studio dell’ambiente. Venne così a formarsi, reperto dopo reperto, una prima collezione di fossili e di animali. Alla fine del 1999, la Scuola ha concordato con l’Amministrazione Comunale la trasformazione da Museo Scolastico a Museo Civico, continuando a curarne la gestione.
Il museo è formato da una sala geologica, all’interno della quale sono stati collocati numerosi reperti rinvenuti in territorio vezzese e roerino, e da una sala naturalistica, che si compone di nove vetrine rappresentanti gli ambienti significativi del Roero ( bosco umido, bosco secco, rocche, peschiere, Tanaro, ruderali, coltivi) e numerosi esemplari di uccelli collocati accanto i relativi nidi.
Oltre a queste, sono presenti una sala didattica, una biblioteca, una postazione video e pc ed una sezione entomologica dotata di pannelli illustranti i cicli biologici, la riproduzione, l’alimentazione e la classificazione degli insetti.


Per raggiungere la prossima tappa della Strada Romantica

Scarica la mappa con le indicazione suggerite per raggiungere la tappa successiva in formato pdf: