Proposta di itinerario a Sinio

Proposta di itinerario per godersi la Strada Romantica a Sinio
Percorriamo le strade della terra del Dolcetto e del Barbaresco, dove sorge Sinio, adagiato su colline morbide ed ondulate disegnate da campi e vigneti. Raggiungiamo il castello che dall’alto fa da corona al piccolo borgo rurale, per poi scoprirne il centro storico, dall’insolita e caratteristica disposizione “a scudo araldico”.

INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO
Tipologia di itinerario: in bici
Difficoltà: media
Partenza: Teatro di Sinio
Arrivo: Teatro di Sinio
Km di percorrenza: circa 10 km
Tipologia di terreno: asfalto e sterrato


Il nostro itinerario alla scoperta del Comune di Sinio e dei suoi dintorni inizia dal Teatro – A, ottenuto dal riadattamento dell’oratorio dell’Annunziata, sorto nel corso del ‘600 e popolarmente chiamato “Chiesa dei Battuti”. Alla fine degli anni Venti del secolo XX, venne trasformato in salone teatrale e tra il 1985 e il 1990, con notevole impegno lavorativo e finanziario, l’interno fu adattato a teatro. Oggi il complesso è sede della Compagnia del Nostro Teatro di Sinio, e al suo interno si può ammirare una notevole opera del pittore Walter Accigliaro, qui collocata nel 1989 e denominata “Stage effect”.

Proseguiamo verso la Chiesa di San Frontiniano – B. L’antica chiesa parrocchiale venne ricostruita quasi completamente tra il 1821 e il 1825, sulle fondamenta di una chiesa più antica di origine medioevale (sec. XIII) e su progetto attribuito a Carlo Emanuele Rangone di Montelupo. La chiesa, in stile rococò, presenta una pianta a croce greca allungata con un’abside a ferro di cavallo, mentre il campanile, riplasmato in sommità, si basa ancora sull’antica torre campanaria. Entrando, possiamo ammirare una tela raffigurante Santa Elisabetta, eseguita nel 1891 da Rodolfo Morgari.

Camminando verso il Castello di Sinio – D, possiamo notare un particolare sul muro esterno del Castello: l’altorilievo del celebre scultore Umberto Mastroianni (Monumento Mastroianni – C), donato dall’autore stesso a Sinio nel 1975, in occorrenza del trentennale della Resistenza.

Ci troviamo di fronte all’imponente costruzione fatta erigere dal marchese Franceschino del Carretto dopo il 1448, in sostituzione del maniero medioevale. Fino ad un secolo fa, il palazzo tardo-gotico era caratterizzato da un torrione quadrangolare, che venne abbattuto in seguito alla vendita da parte degli ultimi conti Vassallo di Castiglione allo scopo di adibire il castello ad abitazione rurale.
Volgiamo lo sguardo al dipinto che sovrasta il ricercato portale con lo stemma dei Del Carretto, sulla facciata verso piazza Marconi. Nell’affresco sono raffigurati Sant’Antonio Abate e San Sebastiano, con al centro la Madonna col Bambino. L’autore della pittura non è noto, tuttavia, possiamo ricondurre l’ambiente figurativo alla cosiddetta “Scuola del monregalese”, di affreschisti attivi nel Quattrocento.
La casaforte ha subito notevoli trasformazioni dopo il 1897, mantenendo comunque, nel prospetto principale e nell’insieme volumetrico, i caratteri distintivi della dimora signorile.
Oggi il castello è sede di una importante struttura turistico-ricettiva.

Sulla stessa piazza possiamo anche trovare la Cappella di San Sebastiano – E. Eretta tra il 1631 ed i decenni successivi quale sacro edificio annesso al lazzaretto, nel 1930 venne riassestata come oratorio della comunità e per qualche tempo ospitò la Confraternita dei Disciplinanti. Definitivamente restaurata nel 1982 ad opera della compagnia teatrale, in occasione dei dieci anni dalla fondazione, è ora adibita a laboratorio tecnico della compagnia stessa e della Pro-Loco.

Il nostro itinerario prosegue verso la Località Gabutto. Raggiungiamo il punto tappa della Strada Romantica – G, dove con un solo colpo d’occhio, partendo da destra, è possibile cogliere gli abitati di Montelupo, Diano d’Alba, Grinzane, Roddi, Verduno, La Morra, Castiglione Falletto, Serralunga, Perno di Manforte, Novello, Rodino, Serravalle e Albaretto della Torre, con numerosi castelli e fortificazioni tra i vigneti.
Tornando indietro sui nostri passi, troviamo il pilone votivo di Fatima – H, probabilmente costruito nell’Ottocento ad opera del Conte Vassallo, nobile proprietario del castello di Sinio. Il pilone possiede una pianta triangolare, in muratura a vista, con tre facciate dotate di nicchie con figure dipinte; sebbene deteriorato, risulta ancora ben visibile il dipinto sul lato ovest raffigurante la Madonna.

Attraversato il torrente Talloria ci inerpichiamo sulla Langa di Serralunga.
Giunti in cima, in prossimità dell’incrocio con una strada sterrata, si gode una splendida vista sul castello e l’abitato di Serralunga (punto panoramico – I).
Poco oltre, volgendo lo sguardo a sinistra, veniamo colti da una vista spettacolare su Sinio e la sua urbanistica medievale. A questo punto possiamo confrontare due caratteristiche strutture di comune medievale: quella di Serralunga, in cui il castello è al centro di una serie di cerchi concentrici di abitazioni che servivano da contrafforti di protezione in caso di assedio; quella di Sinio, in cui il castello, accanto alla parrocchiale, era costruito nel punto ritenuto più sicuro e ameno, con le case a digradare verso valle.
Proseguiamo il nostro percorso verso la Cappella di Sant’Antonio da Padova – J, collocata in uno dei punti più panoramici del paese, sulla via per Alba, in località Molino Nuovo. Restaurata negli anni ’90 ad opera del Comune di Sino, rappresenta una testimonianza di una radicata religiosità popolare.