Proposta di itinerario a Mombarcaro

Proposta di itinerario per godersi la Strada Romantica a Mombarcaro
Una campagna rigogliosa, a tratti dalla fiabesca integrità, punteggiata di piloni votivi e di minuscoli borghi, spesso poche case in pietra lungo una strada. Questo è ciò che si osserva percorrendo la strada in direzione Mombarcaro. Il nome del paese deriva dal latino “mons” e da “barcari”, ad indicare il monte da cui si scorgevano velieri e grosse barche, poiché da qui lo sguardo spazia dalle cime delle Alpi Marittime fino alle nevi perenni del Monte Rosa.
INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO
Tipologia di itinerario: in bici
Difficoltà: media
Partenza: Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo
Arrivo: Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo
Km di percorrenza: circa 23 km
Tipologia di terreno: asfalto e sterrato


Il nostro percorso di visita inizia dalla Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo – A. La parrocchiale, costruita negli anni tra il 1540 e il 1560, fu consacrata dal Vescovo di Saluzzo solo nel 1630. Dalla sua sommità si domina il punto più alto del paese, e, all’interno, possiamo osservare affreschi realizzati tra il 1600 e il 1800, oltre a pitture dei sec. XIV, XV e XVI.
Nei dintorni dell’edificio religioso si trova il punto tappa della Strada Romantica – B: da qui si dominano tutte le vallate circostanti, in ogni direzione.
Spostiamoci verso la via centrale del paese di Mombarcaro. Nella Piazza della Libertà troviamo la Nuova Chiesa Parrocchiale – C, costruita su iniziativa di don Bruno per evitare ai parrocchiani, durante l’inverno, il ghiaccio e la neve dell’erta salita di San Michele. La prima Messa è stata officiata il 25 dicembre 1974.
Sempre in Piazza della Libertà è presente un altro punto di interesse del nostro percorso: il Monumento ai caduti – D.
Nei dintorni di Mombarcaro, merita sicuramente una visita la Cappella di San Rocco – E. La Cappella risale alla metà del XIV secolo. Nel sacro edificio possiamo ammirare pregevoli affreschi di Antonino Ocello da Ceva: nella cappella, al posto del velario, la Cavalcata dei Vizi; nei riquadri superiori, la descrizione del Miracolo di Compostela; nella lunetta, il martirio di S. Sebastiano.
Originali dipinti sono stati scoperti nella parete absidale da Nicola di Aramengo, nel 1966.
Il primo riguarda la Cavalcata dei Vizi, tela singolare, poiché l’ultima Cavalcata si trova ad Oriente. Il secondo rappresenta Il miracolo di Santo Domingo, testimonianza del passaggio dei pellegrini a Mombarcaro, durante il cammino verso S. Giacomo di Compostela.
Per raggiungere la prossima tappa del nostro itinerario, il percorso si snoda lungo strade e sentieri in mezzo ai boschi e ai paesaggi tipici dell’Alta Langa.
Durante la nostra pedalata passeremo anche per il centro abitato di Monesiglio, paese di Langa con origini molto antiche.
Giunti in Fraz. Bagioli, visitiamo la Chiesa di San Grato in Bragioli – F. Nonostante l’anno esatto della sua costruzione sia ignoto, si presume che la piccola chiesa sia sta costruita intorno alla metà del 1700. Successivamente, nel maggio del 1916, divenne parrocchia.
Continuiamo la nostra visita alla scoperta dei dintorni di Mombarcaro e raggiungiamo la Fraz. Valle. Ci troviamo di fronte ad uno dei numerosi edifici che subirono l’ondata distruttiva delle invasioni francesi, che ne distrussero anche gli archivi. La Cappella di San Bartolomeo della Valle – G venne riedificata nel 1958-59 sulle fondamenta dell’antica chiesa, in totale rovina e datata 1650, per volontà degli stessi valligiani.
Continuiamo in direzione Frazione San Luigi e ci fermiamo presso il Santuario Madonna della Grazie – H. La struttura venne realizzata nel 1666, inglobando un pilone con affresco del 1500, e presenta all’esterno due meridiane.
Giunti sulla circonvallazione di Mombarcaro, seguiamo le indicazioni per l’ufficio turistico e il museo storico. Oltrepassato l’arco medievale (sec. XIV), troviamo la scala del “cuc” – I. La scala del “cuc”, risalente a fine ‘800 – inizio ‘900, è così denominata poiché, in tempi remoti, un muratore della Valle veniva su questa scala a mezzogiorno per consumare il proprio pasto.
In realtà potremmo chiamarla “Scala della Sentinella”, in quanto accanto vi è una stanza del 1300, la cui struttura è tipica dei soldati del marchese di Saluzzo.

Continuando sulla via centrale del paese, raggiungiamo il Museo storico – J. Nell’edificio, fiore all’occhiello dell’Alta Langa, troviamo oggetti etnografici di Mombarcaro e di tutti i paesi vicini, oltre ad una stele romana del I sec. d.C. .