Proposta di itinerario a Magliano Alfieri


Proposta di itinerario per godersi la Strada Romantica a Magliano Alfieri

Magliano Alfieri riassume in sé la storia del Roero: dall’antichità romana all’epoca feudale. Entriamo quindi nel “regno” degli Alfieri, nobile famiglia artigiana che tra il 1660 e il 1680 fece edificare il possente castello, e scopriamo le stanze nelle quali soggiornò il giovane Vittorio, destinato a diventare uno dei maggiori poeti tragici italiani.

INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO
Tipologia di itinerario: a piedi
Difficoltà: facile
Partenza: punto tappa della Strada Romantica (Chiesa di S. Andrea)
Arrivo: punto tappa della Strada Romantica (Chiesa di S. Andrea)
Km di percorrenza: circa 2,5 km
Tipologia di terreno: asfalto e sterrato


La nostra passeggiata alla scoperta di Magliano Alfieri inizia nei pressi del punto tappa della Strada Romantica – A. La tappa è nel balcone panoramico del sagrato della Chiesa di Sant’Andrea – B, da cui si ammira la Valle del Tanaro, con, di fronte, i primi rilievi delle Langhe e, sulla destra, l’abitato di Alba.

Percorrendo nell’area a traffico limitato, fiancheggiamo l’imponente maniero di Magliano Alfieri (Castello e Musei – C).
Addentriamoci nel castello, edificio dalle linee severe e allo stesso tempo aggraziate del barocco maturo piemontese. Eretta nel ‘600 sul luogo della fortezza medievale, le parti di maggior pregio della Residenza Castellata sono costituite dal portone, lo scalone d’onore, il salone delle feste e la cappella. Dobbiamo la sua costruzione al conte Catalano Alfieri, generale della fanteria sabauda, ed al figlio Carlo Emanuele, che ne ultimò i lavori.
Con l’estinzione di quel ramo della famiglia, nel 1797, il castello passò in eredità agli Alfieri di Sostegno, signori di San Martino. Nel 1952 l’ultima discendente del casato, la marchesa Margherita Visconti Venosta Pallavicino-Mossi, lo lasciò in eredità alla Chiesa del paese, che decenni più tardi lo donò a sua volta al Comune di Magliano.
Nelle antiche sale del castello, oltre alla gentilizia Cappella del Crocefisso dai meravigliosi affreschi, è attualmente ospitato il Museo di Arti e Tradizioni Popolari. Qui visitiamo un’interessante ed originale sezione dedicata alla cultura del gesso, materiale largamente presente nelle cave piemontesi ed impiegato per adornare i soffitti delle modeste case rurali, grazie ai richiami ai temi stilistici più colti e raffinati.

Il percorso prosegue alla scoperta del Parco Alfieri – D.

Ci dirigiamo sulla strada provinciale verso Castellinaldo e incontriamo un pilone votivo – E.

Proseguendo per il sentiero, ci inoltriamo tra alberi da frutta di pesche e mele cotogne, e vigneti che daranno origine alle due DOCG Roero e Roero Arneis.
Dalla vinificazione di uve nebbiolo deriva il Roero, fragrante e profumato, dall’intenso sentore fruttato, elegante e generoso di sensazioni a partire dall’invitante color rosso rubino.
L’Arneis, invece, secco e delicatamente acidulo al palato, con una gradevole persistenza di retrogusto amarognolo, brilla di un color giallo paglierino che scarica vivaci riflessi verdognoli.